Inquinamento Luminoso

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INTRODUZIONE ALL’INQUINAMENTO LUMINOSO

Che cos’è l’inquinamento luminoso?

L’inquinamento luminoso è un’alterazione dei naturali livelli di luce presenti nell’ambiente notturno, provocata dall’immissione di luce artificiale.
Si definisce inquinamento luminoso, la luce che viene dispersa al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, ed in particolare quella dispersa verso l’alto (al di sopra della linea dell’orizzonte).

Vediamo ora i principali fattori responsabili del fenomeno:

  1. L’utilizzo di corpi illuminanti non schermati (lampada e/o vetro di protezione a vista, o comunque sporgenti rispetto al vano ottico), questi apparecchi disperdono parte o granparte della luce emessa verso l’alto, alcuni esempi: i lampioni a globo (sfere), le lanterne con lampada a vista, i lampioni stradali con vetro prismato sporgente, ecc…
  2. Corpi illuminanti montati in posizione scorretta (inclinazione o dal basso verso l’alto), in questo caso è l’errata posizione degli apparecchi a creare la dispersione di luce verso l’alto, un esempio lo possiamo fare pensando ai classici proiettori (faretti) che pur essendo una tipologia di apparecchi strutturalmente schermati (lampada recessa nel vano ottico e vetro di protezione piano), vengono troppo spesso montati in posizione inclinata o addirittura dal basso, e in questo modo provocano una notevole dispersione di luce verso l’alto.
  3. Sovrailluminazione, spesso oltre ad illuminare male si illumina anche troppo, generalmente in Italia abbiamo dei valori di luminosità stradale da 2 a 3 volte più elevati rispetto a paesi come Germania e Gran Bretagna, se ci portassimo ai valori di questi paesi risparmiaremmo subito oltre un miliardo di euro all’anno.

Nell’apposita sezione “Mostri e Buoni Esempi” è possibile visionare diverse fotografie che mostrano esempi di cattiva illuminazione.

L’inquinamento luminoso ha numerosi effetti negativi sull’ambiente e sull’uomo, di seguito descriveremo quelli principali:

  1. Spreco inutile di energia: circa la metà della luce prodotta dagli impianti d’illuminazione esterna sia pubblica che privata è buttata direttamente verso l’alto.
  2. Danneggiamento degli ecosistemi naturali, alcuni esempi: perdita dell’orientamento degli uccelli nelle fasi migratorie, smarrimento delle tartarughe marine subito dopo la nascita, che vengono attratte dalle luci presenti sui litorali piuttosto che dal riflesso delle stelle sull’acqua, alterazioni nella catena alimentare della fauna notturna, nelle abitudini di caccia, nella comunicazione, riproduzione, ecc… Alcuni esempi: i pipistrelli, i rapaci, molte tipologie di insetti fra cui le falene, le lucciole, ecc…
  3. Alterazione del fotoperiodo nelle piante, e compromissione del ciclo della fotosintesi clorofilliana, alterazione dei ritmi circadiani nell’uomo, ecc…
  4. Progressiva scomparsa del cielo stellato, ormai seriamente minacciato anche nelle campagne lontano dalle città.

Quali soluzioni adottare?

Innanzitutto utilizzare esclusivamente apparecchi schermati (lampada recessa nel vano ottico e vetro di protezione piano), montati rigorosamente verso il basso ed in posizione orizzontale, in modo da non avere alcuna dispersione di luce verso l’alto.
Inoltre si deve illuminare solo dove realmente necessario, commisurando la quantità di illuminazione alle reali esigenze di visibilità, senza creare eccessi.

Tali principi sono il punto di partenza di numerose leggi regionali italiane in materia di inquinamento luminoso e riduzione dei consumi energetici, per approfondimenti visitare la sezione “Legislazione”.

Inoltre nell’apposita sezione “Mostri e Buoni Esempi” è possibile visionare diverse fotografie che mostrano esempi di corretta illuminazione.

Infine vogliamo ricordare, che numerosi studi evidenziano come l’aumento indiscriminato dell’illuminazione non corrisponda ad alcuna diminuzione della criminalità, in alcuni casi sembra addirittura vero il contrario. A tal proposito citiamo uno di questi studi (“A Demonstration that the Claim that Brighter Lighting Reduces Crime is Unfounded” P. R. Marchant 2004.) in lingua inglese.

Per approfondimenti www.cielobuio.org