Sezione Meteore

Dal 2017 è scaturita anche la collaborazione con la Sezione Meteore IGM-UAI.

http://meteore.uai.it/

meteorite

Immagine di Bartolomeo Maioli

I NOSTRI CAMPI DI RICERCA

Le Meteore Visuali

 

ED31.tmpIl monitoraggio consiste nel rilevare in modo scientifico, ciò che si osserva trasmettendo i propri risultati in modo scientifico alla banca dati mondiale dell’IMO (International Meteor Organization).

Monitorare meteore è importante al fine di stabilire la densità spaziale dei meteoroidi e calcolare con buona approssimazione il momento in cui la Terra ne incontrerà il maggior numero e di conseguenza il rispettivo tasso orario (ZHR).

Pertanto l’osservazione continuativa fornisce informazioni sull’evolversi di una corrente meteorica (radiante) o l’individuazione di nuovi sciami legati a ritorno di nuove comete a lungo periodo in prossimità del sole.

Le meteore, sono piccolissime particelle dalle dimensioni variabili da un granello di sabbia ad un chicco di riso, originate dalla disgregazione progressiva di comete e asteroidi.

Per ottenere buoni risultati di valutazione, ci si avvale di rilevatori automatici come ad esempio videocamere o ricevitori radio, al fine di censire centinaia di meteore che permettono di individuare nuovi sciami teorici o studiare il comportamento di quelli già conosciuti.

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Il software Metrec

Lo studio delle meteore è un valido mezzo per comprendere a fondo le modalità di eiezione della polvere dai nuclei cometari, l’evoluzione dell’attività cometaria tra un passaggio e l’altro, valutando quindi come una cometa invecchia.

Le osservazioni video e radio degli sciami come ad esempio: Perseidi (12 Agosto), Leonidi (17 Novembre) o Geminidi (13 Dicembre), possono contribuire allo studio scientifico delle scie luminose che vengono annotate accuratamente per orari di avvistamento, colore, durata, punto di accensione e spegnimento e soprattutto la luminosità massima che si può ricavare confrontandola con la brillantezza di un astro nelle vicinanze (una stella, un pianeta o la luna se presente).

Le Radio Meteore

Grazie all’intervento del socio A.Pantano (iz4yms), radioamatore, nel corso del 2018 l’Osservatorio parteciperà anche ad un progetto di rilevazione delle Radio Meteore.

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Per osservare e registrare i segnali radio riflessi dalle tracce ionizzate meteoriche si sintonizza il ricevitore sulla frequenza del trasmettitore radar GRAVES che ”illumina” costantemente una vasta porzione di cielo. Solo quando la traccia meteorica riflette o diffonde obliquamente le onde radio incidenti generate dal trasmettitore queste possono raggiungere il ricevitore e produrre un eco radar. Il fenomeno (con una durata tipica da frazioni di secondo a qualche secondo) si studia analizzando l’evoluzione nel tempo dello spettro associato alla riflessione radio della traccia meteorica ionizzata (spettrogramma), utilizzando adatti programmi reperibili gratuitamente sul web. Misurando l’intensit`a del segnale ricevuto e il suo spostamento doppler in frequenza, si ricavano importanti informazioni sul movimento della sorgente.

Si possono scegliere vari trasmettitori come ”illuminatori” del cielo: stazioni emittenti FM commerciali operanti nell’intervallo 88-108 MHz (non `e cosa sempre agevole, visto l’affollamento in banda), emittenti TV analogiche (purtroppo ne sono rimaste poche, tutte nell’Europa dell’est), oppure trasmettitori dedicati come quello francese del radar GRAVES, operante a 143.050 MHz, utilizzato per controllare i detriti spaziali in orbita attorno alla Terra e scelto per i nostri progetti di osservazione delle radiometeore.

 

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il radar di Graves

E’ molto importante che il trasmettitore garantisca un servizio continuo e si trovi a una distanza, dalla stazione ricevente, compresa fra 500 e 2000 km.
Inoltre, `e desiderabile che la potenza di segnale trasmessa sia stabile, ad onda continua non modulata (CW) e
che il fascio dell’antenna trasmittente ”illumini” sempre la stessa zona di cielo, senza variazioni spaziali.
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Il trasmettitore del radar GRAVES non soddisfaperfettamente tutti i requisiti, dato che il fascio dell’antenna trasmittente non ”illumina” sempre una stessa zona del cielo, ma effettua una scansione periodica producendo zone d’ombra dove potrebbero non essere rilevate eventuali tracce meteoriche (figura 5).

Nonostante ci`o, il trasmettitore francese sembra uno dei pi`u affidabili in termini di continuit`a di esercizio e di purezza della radiazione emessa ed `e posizionato alla giusta distanza dalle nostre stazioni riceventi.

 

Il progetto radio-meteore è stato sviluppato in collaborazione con:
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Per saperne di piu, leggi il pdf al seguente LINK

http://www.radioastrolab.it/pdf/MeteorScatterGraves_1.pdf